18 luglio: Coldiretti dice no al cemento

Agricoltori da tutta la regione si sono trovati davanti a Infrastrutture Lombarde per urlare il proprio "no" alla cementificazione del territorio e per reclamare un protocollo sugli indennizzi in seguito agli espropri Teem. Sul fronte Brebemi l'80% delle aziende aspetta il saldo

Milano, 18 luglio 2014 - Una carretta che sversa cemento su un fazzoletto di erba: è il gesto simbolico che ha raccontato la distruzione della natura e dei campi agricoli a opera delle infrastrutture che attraversano da est a ovest la regione. Il presidio della Coldiretti sotto la sede di Infrastrutture Lombarde in via Pola è servito a questo: richiamare l'attenzione sul problema della cementificazione e sui minori spazi dedicati alla produzione agroalimentare. L'aumento dei terreni asfaltati è stato additato come una delle cause che favoriscono le alluvioni e il calo di produttività dei terreni, e di conseguenza la diminuizione di posti di lavoro.
Numeri alla mano, Coldiretti denuncia nel dossier "terra tradita" la riduzione di oltre il 25% delle superfici agricole, diminuite in cinquant'anni, dal 1955 al 2011, di oltre il 25,4% passando da 1.322.017 ettari a 986.853 ettari. In cinquant'anni il suolo urbanizzato è aumentato del 235% "facendo strage di fiori e animali e mettendo a rischio la stabilità idrogeologica del territorio". Secondo Coldiretti la situazione è destinata a peggiorare complice la costruzione di nuove arterie autostradali. Teem, Brebemi e Pedemontana si mangeranno oltre 4 mila ettari di suolo.
La province interessate dalle nuove infrastrutture Brescia è quella in cui il cemento è aumentato più velocemente. Tra il 1999 e il 2007, infatti, sono stati urbanizzati 2,3 ettari al giorno per un totale di quasi 6.800 ettari in otto anni. Nello stesso periodo, nel Bergamasco si è persa un'estensione di suolo agricolo pari a circa 7 volte la superficie del Parco Nord Milano (da 82.426,4 ettari si è passati a 77.973,5 ettari), mentre nel Lodigiano l'area urbanizzata è aumentata del 15,6% (da 8.495,6 a 9.825,6 ettari). In provincia di Monza Brianza in 8 anni i campi coltivati sono diminuiti dell'8,2% passando da 16.117,8 a 14.786,8 ettari, mentre a Como e Varese nello stesso arco di tempo si è registrata una diminuzione di terre agricole compresa tra il 4% e il 5%. Milano si conferma la provincia con più aree urbanizzate (62.618,8 ettari nel 2007), e proprio su questo territorio si sta realizzando una delle nuove grandi opere viabilistiche che stanno interessando la nostra regione: la Tangenziale Est Esterna di Milano.
Trentadue chilometri lineari più altri trentotto di opere connesse, la Teem coinvolgerà - secondo le stime della Coldiretti Lombardia - circa 150 aziende agricole e occuperà una superficie complessiva di 10 milioni di metri quadrati. Altra grande infrastruttura che interessa l'area del Milanese è la nuova autostrada Brescia Bergamo Milano (Brebemi), in procinto di essere inaugurata: una lingua d'asfalto di 62 Km che ha occupato circa 1.000 ettari di suolo".
"Una volta concluse entrambe le opere - spiega il Dossier "terra tradita" - con Teem e Brebemi si perderanno quasi 18 milioni di chili di mais, mentre solo nel tragitto della Tangenziale Est Esterna sono in pericolo circa duemila mucche che producono latte in parte destinato alla realizzazione del Grana Padano". "Siamo scesi in piazza per denunciare questo trend negativo. Oltre a dover subire il danno della perdita dei terreni gli agricoltori devono affrontare anche la beffa di vedersi negati, in tutto o in parte, i risarcimenti degli espropri subiti. E' come se qualcuno entrasse in casa vostra sfondando la porta, la occupasse, vi offrisse quattro soldi e poi vi dicesse di arrangiarvi se non siete d'accordo".
Secondo quanto emerge dal Dossier "Terra tradita", "circa il 90% delle aziende agricole che hanno subito espropri per la costruzione della Teem e delle sue opere connesse non sanno ancora quanto e quando saranno pagati perché manca un protocollo d'intesa tra le associazioni di categoria e la società costruttrice. Su Brebemi, invece, la situazione è diversa: mentre la maggior parte delle 300 aziende coinvolte ha già ricevuto gli acconti degli indennizzi, c'è una situazione di stallo per i saldi che mancano ancora all'80% delle famiglie che hanno avuto l'azienda mutilata".
LA REPLICA - "Un nuovo tavolo tecnico è stato convocato lunedì prossimo, 21 luglio, alle ore 12 in Regione per trovare un protocollo d'intesa sugli espropri e definire gli indennizzi". Ad annunciarlo, davanti agli agricoltori Coldiretti in presidio, il presidente di Infrastrutture Lombarde Paolo Besozzi, secondo quanto comunica la stessa organizzazione degli agricoltori. "La decisione - si legge - arriva dopo che la Coldiretti Lombardia ha più volte sollecitato l'attenzione degli assessori regionali all'agricoltura Gianni Fava e alle Infrastrutture Alberto Cavalli". "Siamo felici di questa scelta che auspicavamo e che abbiamo richiesto ripetutamente - ha commentato Ettore Prandini, Presidente Coldiretti Lombardia - La manifestazione di oggi ha già raggiunto un risultato, ma ora le parole non ci bastano più. Vogliamo fatti concreti, perciò la mobilitazione Coldiretti continuerà finché non raggiungeremo veramente l'intesa".

Fonte: Il giorno

22. luglio 2014 by notangenziale
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