Lettera aperta ai responsabili nazionali di Slow Food International

Lettera aperta ai responsabili nazionali di Slow Food International

“A quale conflitto, ancor più aspro di quelli in corso, condurrà l’avere indicato ai disperati di oggi il miraggio dell’edilizia a scapito del paesaggio come promessa di felicità, mentre i lungimiranti amministratori e funzionari rimasti cercheranno con ogni modo di proteggere bellezza e natura, sentendosi appellare come gufi o vedendosi additati alla pubblica gogna?”

Il breve passaggio con cui apriamo questa nostra seconda lettera aperta è tratto dal saggio di Carlin Petrini su “Un'altra idea di sviluppo contenuto nel recente volume intitolato Rottama Italia. Perchè il Decreto Sblocca-Italia è una minaccia per la democrazia e per il nostro futuro" (Edizioni Altraeconomia, ottobre 2014)

Sono passate tre settimane da quando abbiamo inviato la nostra prima lettera aperta proprio a Petrini e ai vertici di Slow Food Italia con l'obiettivo di segnalare la situazione, a dir poco paradossale, che si è venuta a creare ad Abbiategrasso per via della posizione di Arcangelo Ceretti, ex Sindaco, oggi Consigliere comunale, e soprattutto Convivium leader, ossia Fiduciario, della Condotta Slow Food di Abbiategrasso e Magenta.

Ceretti e il suo storico collaboratore Adolfo Lazzaroni (anch’egli membro del direttivo locale), favorevoli ieri come oggi a tutta una serie di opere, quali inceneritori e centri commerciali, si sono più volte espressi a favore del progetto di Superstrada che andrebbe a stravolgere per sempre le caratteristiche del nostro paesaggio. Lo hanno fatto in svariate occasioni. Come quando Lazzaroni è salito sul palco quale portavoce ufficiale del Comitato Pro Tangenziale, in occasione del recente dibattito sulla Superstrada organizzato dal settimanale "Ordine e Libertà".

Quello che dunque non può passare inosservato è che Ceretti e Lazzaroni non si esprimono in qualità di privati cittadini a cui viene chiesta un'opinione, ma si esprimono pubblicamente in qualità di membri del Comitato promotore di iniziative a favore della Tangenziale (Comitato del Sì o Comitato Abbiatense Pro Strada), in palese e spregiudicata contraddizione con quei valori del Vostro Statuto, che essi dovrebbero rappresentare e promuovere a livello locale.

Dopo la pubblicazione della nostra prima lettera sulla stampa locale sono accadute diverse cose. Il Direttivo della Condotta locale ha reagito difendendo a spada tratta la posizione di Ceretti e glissando sul merito, sostenendo che non “compete” loro prendere posizioni in tema di viabilità e grandi opere. Questa tesi, in realtà, è facilmente confutabile, se si pensa che Slow Food Lombardia ha sottoscritto l'appello “Fermiamo i signori delle autostrade, prima che asfaltino anche noi!” (fonte: www.equodibergamo.it) e ha pubblicamente preso posizione contro la TEEM (Tangenziale Est Esterna di Milano) nel 2012.

Non possiamo credere che la Condotta di Abbiategrasso e Magenta, come dichiarato a mezzo stampa, voglia davvero chiamarsi fuori dal dibattito sulla Superstrada in quanto la viabilità non è tema di sua competenza. Noi crediamo, al contrario, che essi debbano assolutamente prendere una posizione, perché il collegamento (di tipo autostradale) tra Vigevano e Magenta avrà gravissime implicazioni in termini di consumo del suolo, futuro dell'agricoltura della zona e tutela del paesaggio.

Ai nostri occhi le contraddizioni causate dall'azione di Ceretti sono palesi. Lo Statuto di Slowfood dice cose ben diverse, così come sono “diverse” le parole che abbiamo trovato e qui riportato dal più recente saggio di Petrini. Non si può essere responsabili locali di un'organizzazione che nel mondo promuove il buon vivere, la tutela delle risorse naturali e del paesaggio e, allo stesso tempo, essere tra i promotori di un Comitato Pro Superstrada.

La scorsa settimana, inoltre, Pietro Spadaro – storico membro della Condotta di Abbiategrasso e Magenta – si è dimesso, con una presa di posizione decisa e pubblica, perché in totale disaccordo con Ceretti e con la posizione ufficialmente espressa dal Direttivo in risposta al nostro intervento.

Per queste ragioni, torniamo a sollecitare i vertici di Slow Food affinché prendano una posizione in merito. Un ulteriore silenzio potrebbe essere facilmente scambiato per complicità con questa assurda situazione. Rinnoviamo a Carlin Petrini e a tutti vertici di Slow Food l’invito a partecipare al dibattito pubblico che vorremmo organizzare qui ad Abbiategrasso sulle conseguenze del Progetto di Sea/Anas per il futuro di questo territorio.

Temi importantissimi quali la lotta al consumo di suolo, la tutela del paesaggio, la valorizzazione dell'agricoltura sostenibile e la centralità della sovranità alimentare non possono in alcun modo essere rappresentati localmente da persone che ne minimizzano e banalizzano la portata riducendo il tutto all'aspetto, pur importante, legato alle eccellenze agroalimentari.

Il vostro movimento ha sempre cercato di coniugare il "diritto al piacere del cibo" con l'impegno per una nuova agricoltura e con il lavoro culturale per una diversa idea di qualità, senza mai perdere di vista la complessità del mondo. Se "gastronomia" è buona produzione e trasformazione, buon commercio e consumo, come può essa convivere con un'opera inutile, che affossa i tentativi di buone e nuove pratiche agricole, che consuma suolo, che ferisce mortalmente l'ultimo paesaggio agricolo del milanese?

I Comitati No Tangenziale del Parco del Ticino e del Parco Agricolo Sud Milano

15. ottobre 2014 by notangenziale
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