Diverse notizie stanno punteggiando l’estate di Pedemontana.
Il giorno 22 luglio, in relazione al ricorso al TAR presentato dai Sindaci del Vimercatese, è stato reso noto
che il Tribunale obbliga Concessioni Autostradali Lombarde a consegnare ai Comuni tutta la
documentazione richiesta sul nuovo percorso dell’autostrada, la tratta D-breve che cambia completamente
il progetto originale.
Un passaggio importante, un primo risultato a favore delle Amministrazioni ricorrenti e che dimostra
quanto sia fondamentale opporsi con fermezza alla cattiva condotta di chi confonde la responsabilità di
governare un processo con l’arroganza del potere, spesso in spregio alle più basilari norme di leale
collaborazione.
Di pochi giorni prima è l’ennesima bocciatura dello stato economico finanziario di Pedemontana da parte
della Corte dei Conti. La relazione della Corte è molto ampia e articolata.
Alcuni semplici elementi danno però un’idea chiara della realtà.
Con sei esercizi consecutivi in negativo, Pedemontana ha oggi accumulato perdite per 101,1 milioni di euro.
Inoltre, ben il 93% del “Fondo perdite società partecipate” della Regione, per complessivi 56,21 milioni di
euro, è dovuto a Pedemontana.
E’ la certificazione dell’insostenibilità economica e finanziaria dell’opera, nel quadro di un indebitamento
miliardario che continuerà a pesare sulle generazioni future.
Infine la conferma,anzi la confessione, è arrivata fresca fresca dalla stessa Pedemontana, che ha chiesto al
Ministero delle Infrastrutture e Trasporti un aumento dei pedaggi dell’8%: richiesta per ora respinta.
Questo ci dice due cose.
Innanzitutto che Pedemontana economicamente non sta in piedi, pertanto è sempre ad elemosinare
l’intervento della politica per evitare di andare a gambe all’aria, secondo che la gratuità della Milano-Meda
sarebbe possibile solo rinunciando definitivamente a Pedemontana, mantenendo quindi l’attuale
Superstrada gratuita.
Pedemontana è un’opera insostenibile da tutti i punti di vista, compreso quello finanziario.
Il ricorso al TAR dei Sindaci del Vimercatese ha segnato un punto e i conti della società APL continuano ad
essere traballanti.
Se a tutto questo si aggiunge il pesante ritardo accumulato rispetto a ogni previsione, destinato ad
aggravare ulteriormente una situazione economico-finanziaria già estremamente critica, diventa sempre
più evidente che il completamento di questo ecomostro è tutt’altro che garantito.
Tutto ciò conferma la necessità di continuare ad opporci ad un’opera insensata e devastante, che
peserebbe sui territori anche sul piano ambientale e sociale.
La mobilitazione contro quest’opera scellerata deve continuare!
Il futuro non è ancora scritto.
La differenza possiamo farla noi tutti e tutte!
Coordinamento No Pedemontana Usciamonevivi – Comitato Suolo Libero Desio
Comitato Ferma Ecomostro Tratta D Breve – Comitato per la Difesa del Territorio Lissone
No Pedemontana Lesmo Arcore Camparada – Circolo Legambiente “Gaia” Usmate Velate
No Pedaggio Pedemontana Milano Meda – Associazione Colli Briantei

